sabato 27 giugno 2015

Ancora sul Tema


Carissimi , Il 25 Giugno ho partecipato all'incontro organizzato dalla Regione Liguria sulla specifica tematica di cui si tratta che si è confermata , come nelle attese , di assoluta complessità .
Ciò, soprattutto, immaginando le  ricadute in ambito comunale che , se non correttamente inquadrate e gestite , potrebbero rilevarsi anche molto significative  !



Nell'invitare chi non avesse già provveduto a leggere con attenzione almeno i documenti scaricabili dal sito AdB in ragione dei necessari adempimenti burocratici, ritengo importante sintetizzare il contesto , assolutamente delineato e compiuto ,  nel quale ci troveremo ad operare .


1) la Regione Liguria,  a Marzo 2015 con DGR n. 498 ha nella sostanza adottato , senza renderlo operativo / efficace , il nuovo sistema di allertamento  e le linee guida ( nuovo libro blu ) per la pianificazione di protezione civile. Quanto in parola, secondo le direttive di protezione civile nazionale cui tutte le regioni dovranno comunque adeguarsi quale unico sistema di riferimento.

I contenuti della citata Delibera diverranno efficaci ed attivi a fine estate .
A detta dei dirigenti regionali del dipartimento di P.Civile ( dichiarato in esplicito ) le allerte , alla luce dei nuovi sistemi e criteri ed in ragione del fatto di aver introdotto il " rischio " temporali , triplicheranno ;

Le amministrazioni comunali , ulteriormente  , non dovranno comunque tenere in considerazione solo quello che verrà  emesso a livello regionale ( Arpal o Dipartimento P.C. ) atteso che dovranno anche valutare , ( detto in esplicito ) ,  le condizioni locali e comportarsi di conseguenza per gestire le fonti di pericolo e relativo rischio .

2) Il Piano di Gestione rischio alluvioni ha sicuro rilievo tecnico e  burocratico/amministrativo.
Deriva direttamente dalla direttiva europea "Alluvioni" 2007/60/CE e dal Decreto legislativo attuativo n.49/2010.... a seguire clicca qui  

La normativa comunitaria prevede che il primo PGRA sia approvato a scala distrettuale entro il 22 dicembre 2015.  Al fine di ottemperare a tale scadenza, devono essere assolte procedure ed adempimenti , tra cui la  fase informativa e consultazione con tutti i soggetti interessati che, a partire dai progetti di Piano pubblicati, consenta l'integrazione, l'affinamento e il completamento degli elaborati di Piano.. Quello che è avvenuto ( leggasi incontro del 25 c.m. )

Le osservazioni / contributi eventualmente da formulare scadranno il giorno 8 Agosto p.v.  Non  ritengo interverranno proroghe dei termini nella data ultima di approvazione del Piano 

3) Noi apparteniamo al Distretto Appennino Settentrionale : 7 Regioni , 29 provincie interessate , 11 UoM (Autorità di Bacino nazionali, interregionali, regionali) :
Autorità di Bacino del Fiume Reno bacino interregionale
Bacini Romagnoli bacino regionale
Autorità di bacino Liguria bacino regionale

Per il distretto dell’Appennino Settentrionale è possibile visualizzare la ripartizione di Autorità competenti e unità di gestione a questo link.

Le suddette Autorità, ciascuna per il proprio bacino di competenza, sono incaricate di realizzare la valutazione preliminare del rischio, le mappe di pericolosità e rischio idraulico, il piano di gestione, l’informazione e la partecipazione pubblica. Nella stesura del piano di gestione sono affiancate, per la parte di piano relativa alla gestione in fase di evento e la relativa informazione e partecipazione pubblica, dalle Regioni competenti per territorio nel distretto e quindi: Regione Liguria, Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna, Regione Marche, Regione Umbria e Regione Lazio.composto da 11 UOM . 

L'Autorità di Bacino Interregionale del Magra ( ITI018è una Unità di Gestione ovvero : UoM . 

Chi Fa cosa , obiettivi / misure :

... " omissis... 
Fermo restando che al raggiungimento dell'obiettivo prefissato devono concorrere misure di prevenzione, protezione e preparazione, oltre ad un'attenta rianalisi e revisione della fase di evento, le azioni che sono delineate nelle proposte di PGRA di ogni UoM fanno capo pertanto a due distinte sfere di competenza. Cercando di semplificare in sintesi abbiamo che: 

  • le AdB sono responsabili della predisposizione del piano di gestione per ciò che riguarda le misure di prevenzione e protezione in ogni bacino di riferimento e dell'attuazione del coordinamento per tale competenza a livello distrettuale (AdB Arno); 
  • le Regioni in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, sono responsabili della definizione delle misure di preparazione di ogni UoM.

..... omissis... "

Per gli obiettivi e misure si richiama alla lettura delle tabelle di sintesi e riepilogo nella relazione scaricabile dal portale AdB Magra .
Interessante è comunque rammentare che gli obiettivi e misure generali sono stati declinati sia a scala di distretto sia  al " dettaglio ", a livello di UoM che , come meglio ritenuto , ha individuato " zone omogenee "
Per ciò che ci riguarda il bacino del Magra sono state individuate  4 zone omogenee ..... " omissis.... 
Per ogni area, mediante il lavoro già concluso con la redazione delle mappe, sono disponibili le informazioni relative a popolazione, beni ambientali, beni culturali ed attività produttive secondo i codici di riferimento precedentemente citati. Mediante questi dati è possibile quindi stabilire il “peso” che gli elementi di ogni area (o porzione di essa) assumono rispetto al rischio idraulico a cui sono soggetti. Di conseguenza è possibile anche definire il danno atteso per categoria ed orientare quindi le misure necessarie per fronteggiare tale danno. Le aree omogenee permettono, quindi, di affrontare la gestione del rischio idraulico in maniera differenziata, a seconda delle particolari situazioni che sono presenti in esse. Aspetto fondamentale questo che consente da un lato di individuare le misure necessarie distinguendo, ad esempio, a seconda che ci troviamo in un'area fortemente urbanizzata o in una con forti caratteri di naturalità, e dall’altro di differenziare gli scenari sulla base dell'impatto che gli elementi a rischio potrebbero subire in caso di evento, declinando conseguentemente gli obiettivi specifici e le relative misure.... " 


Si manda alla lettura della relazione e relative tabelle per apprezzare le zone , loro sintetiche caratteristiche , analisi di pericolosità e rischio e relative misure .

Tutto ciò premesso, ritengo sia assolutamente necessario mantenere a livello locale la stessa impostazione sistemica e strategica . Con ciò traguardando la formulazione e realizzazione di " nostro " livello operativo , tecnico e amministrativo/burocratico  ( anche di protezione civile ) alla dimensione " minima " dell'Area Omogenea cui apparteniamo. Discostarsi da questo  ritengo sarebbe un grave errore.

Nella necessità di avviare le più ampie  riflessioni ed approfondimenti sul tema ,propongo per intanto di scrivere insieme i contributi e le osservazioni al PGRA pubblicato.

a presto 
ciao a tutti 
a.c.

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