sabato 24 ottobre 2015

protezione civile : procedere nella massima strutturazione


Carissimi , spero far cosa utile , parteciparvi uno degli ultimi atti assunti dalla amministrazione comunale di Arcola  ( DGC 127/2015 ) che procede verso una maggiore e sempre più pregnante strutturazione del proprio sistema di protezione civile . 


L'occasione mi è gradita per riaffermare quello che non mi stancherò mai di ripetere : fare sistema e resistere! 
Sul fare sistema occorre andare oltre le nostre realtà attuali, condividere servizi e energie umane . Il tutto andando oltre il livello comunale. Viceversa la nostra resistenza sarà inutile , atteso la sproporzione sempre più grande ed evidente tra forze in gioco e capacità di risposta .

Tra gli obiettivi a più facile traguardo pongo la condivisione del vincolo idrogeologico. In seconda battuta , dopo la necessaria omogeneizzazione del sistemi in capo alla singole amministrazioni , la protezione civile con la creazione di un C.O.I ( Centro Operativo Intercomunale ). 

La struttura sarebbe in grado di rispondere ( almeno in termini di monitoraggio e controllo ) anche alle esigenze sovracomunali. Sotto questo profilo , anche alla luce della nota Prefettura della Spezia richiamata in precedente post , potremmo superare le criticità che , per certo , caratterizzeranno il nostro futuro : Le difficoltà della Provincia , oltre certo livello e sicuramente in materia di protezione civile , diverranno problema dei Sindaci !.

Che ne dite di cominciare a pensare alla sede ?.
ciao a preso 
alessandro 

7 commenti:

  1. Il famoso detto "l'unione fa la forza" avrà pure un senso...
    Data la scarsità di forze umane (nel numero ma non nell'impegno-vedi noi ad Arcola) ed economiche che riguardano tutti noi, effettivamente mi sembra la via più probabile.
    Mi pare di capire anche che si incontri parecchia resistenza da parte di chi comunque non vuole andare oltre il proprio orticello, atteggiamento questo direi inflazionato a tutti i livelli. Ce la possiamo fare? Io ci spero e farò qiel che posso da parte mia a cominciare da partecipare a questo blog
    Mi pare che iniziare dal vincolo idrogeologico sia un buon primo passo, una sorta di prova...e allora forza dai...capiarea fatevi sentire!!

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  2. grazie Sabrina del sostegno e aiuto che , del resto, non è mai mancato ( vedi notti al COC )
    ciao
    a.c.

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  3. Interessante la delibera.....la giro al collega incaricato della funzione 1 Augustus, poi dedichiamo a breve un incontro all'argomento, in previsione di estenderlo anche agli amministratori ai fini di condividere la volontà di unire le forze. Vi aggiorno anche sulla bozza di convenzione fornita dalla Regione
    in ordine alle attività connesse al vincolo idrogeologico...... la mia Amministrazione non la condivide e decide di operare in autonomia. Mi ha chiesto di predisporre un bando che oltre alle attività necessarie all'espletamento delle istruttorie ecc..... preveda l'assistenza del geologo in occasione di eventi calamitosi, in affiancamento alla struttura di P. C. comunale.

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  4. bene così. Anche Roberto a Vezzano sta procedendo comunque nel medesimo percorso.
    cercate di inserire nelle DGC due principi :
    uno, il valore economico che comunque deve essere riconosciuto a chi firma ;
    due, il mandato a procedere per la condivisione del servizio con altri comuni creando nuova struttura, ovvero utilizzando quelle esistenti.
    ciao a tutti
    ale

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  5. La capacità di condivisione deve essere valutata attentamente e con dati oggettivi.
    Un servizio come il vincolo idrogeologico può essere condiviso esistono i numeri per farlo.
    Ma il controllo del territorio condiviso soprattutto IN EMERGENZA è un flop. Esiste una scala di comando già strutturata per poter arrivare a controllare tutti i territori perchè andare controcorrente. Condividere servizi raggruppando insiemi produrrebbe effetti contrari andando contro il principio del controllo capillare del territorio. Pensiamo alla nostra esperienza e immaginate un unico Centro Operativo della val di magra e pensate di presidiarlo.
    Con che risorse pensi di farlo ? con le medesime che già oggi sono sul campo aumentando così il caos all'interno del centro operativo allungando i tempi di risposta.
    La garanzia del funzionamento del servizio di protezione civile è data da una cosa semplice ! la presenza ! esserci ! essere vicini alla gente ed esserci subito ! La cosa più importante da fare in caso di eventi è dare risposte immediate, lo abbiamo visto nel piccolo sia nel 2010 che nel 2011. . ! pensiamo alla nostra esperienza analizziamo le superfici territoriali interessate e solo così potremmo arrivare ad una conclusione scontata ma concreta. LE A.C. DEVONO INVESTIRE SULLA PROTEZIONE CIVILE STANZIANDO SPECIFICI FONDI IN BILANCIO ! LA CULTURA DELLA PROTEZIONE CIVILE. LA PROTEZIONE CIVILE COME CENTRALITA' PROGRAMMATICA DI GOVERNO. Pensiamo a strutturarci concretamente NOI formando un servizio che funzioni un servizio che possa essere sempre più vicino alla gente.
    ciao
    luca

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  6. Condivido solo in parte .
    Luca infatti , non prende in considerazione un dato altrettanto oggettivo ( ed evidente ) i Comuni avranno sempre meno risorse , ovvero le poche risorse che lo Stato metterà a disposizione dei Comuni non possono essere dissipate in 8047 rivoli ( ...numero dei comuni Italiani a gennaio 2015).
    L'azione strategica deve essere amalgamare ed ottimizzare . Strutturare per funzioni e specializzarsi . Nel caso della protezione civile , puntare anche su un " cittadino consapevole " . Solo così le cose cambieranno e non solo a livello di protezione civile.
    a.c.

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  7. I comuni piccoli come il nostro devono scantarsi ! Non si può pensare di sopravvivere attraverso risorse che devono arrivare..... Ci vuole un piano finanziario aziendale di sviluppo e crescita che traguardi l'autosufficienza ! Tuttiacasa

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